PAN

NOI SIAMO NATURA

A un certo punto della nostra storia evolutiva abbiamo cominciato a immaginarci come qualcosa di diverso dal resto del mondo in cui viviamo, separati dal sistema che ci contiene.

Lì forse sono cominciati tanti dei nostri guai, ora è tempo di ricucire questo strappo, di risolvere questo fraintendimento, ma fatichiamo terribilmente a riuscirci.

Cosa ce lo impedisce? Come siamo finiti in questa situazione che pone pericoli esistenziali per noi e tutta la biosfera e, soprattutto, come ne usciamo?

Tre giornate di riflessione profonda sul ruolo e le prospettive della nostra specie, homo sapiens, nel contesto del sistema naturale del pianeta Terra. Con questo festival vogliamo dare spazio ai pensieri difficili e a quelli meravigliosi in un momento storico in cui è ormai chiaro a tutti che il futuro della vita come la conosciamo non è più così scontato.
Vogliamo diffondere una cultura che ci aiuti a riprendere il nostro posto nel sistema meraviglioso di cui facciamo parte arrivando, finalmente, con un ultimo passaggio evolutivo, a goderne a pieno senza più danneggiarlo.

AFFRONTARE LE RESPONSABILITÀ e CAPIRE IL PRESENTE

Nella prima giornata chiameremo a raccolta i decisori politici, i tecnici, gli specialisti che oggi hanno il difficile ruolo di comprendere la crisi degli ecosistemi prodotta dalle azioni umane ed elaborare risposte su grande e piccola scala. Cercheremo di stimolare una discussione che vada oltre le narrazioni ideologiche, il business as usual, la tempesta di polarizzazioni e fazioni contrapposte e si focalizzi sul senso, sulla intensità e sull’urgenza delle azioni da intraprendere per proteggere le condizioni che rendono possibile un futuro prospero in un pianeta che sarà molto diverso da quello che abbiamo abitato fino ad oggi. Come lo studio sul Planetary Boundaries ci indica chiaramente, il riscaldamento globale è solo uno dei sintomi e degli aspetti di cambiamento che minacciano il futuro della biosfera ed è assolutamente indispensabile e prioritario osservare il quadro completo per arrivare a trovare percorsi e soluzioni davvero efficaci e risolutive.

IMMAGINARE IL FUTURO

È la biodiversità a fornire servizi essenziali come la disponibilità di ossigeno per respirare e di acqua da bere, a proteggerci dalle malattie e anche a regalarci bellezza, profumi, cibi deliziosi per le nostre tavole e mille altre cose meravigliose, ma la nostra consapevolezza in merito è davvero molto bassa. Per capire meglio come tutto questo sia in pericolo e come potremmo invece operare per proteggere e far prosperare questo tesoro abbiamo invitato una serie di ospiti speciali che ci aiuteranno a esplorare problemi e soluzioni, a immaginare i piccoli e grandi cambiamenti di cui abbiamo bisogno, a imparare da i sistemi non-umani a gestire meglio risorse e relazioni: un percorso che si rivelerà pieno di sorprese. E per ri-connetterci al nostro ruolo di semplici partecipanti del “sistema natura” non mancheranno laboratori e momenti esperienziali per adulti e bambini attraverso i quali toccare con mano e confrontarsi con i vantaggi dell’impermanenza e della ciclicità, con le meraviglie della diversità e le stranezze dei processi evolutivi.
Preparatevi ad essere toccati e sorpresi e a diventare parte di una nuova rivoluzione culturale che potrebbe aiutarci a vedere il futuro sotto una luce completamente nuova.

In attesa del festival vero e proprio, sono previsti una serie di incontri che si terranno in vari punti dei territori gestiti dall’Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità – Emilia Orientale.
Piccoli assaggi delle tematiche che verranno trattate durante l’edizione 2022 di Ciao PAN e un modo per cominciare a scoprire la ricchezza e la complessità dell’ambiente locale, con una visione che si estende sempre fino alla dimensione globale.

NOI SIAMO NATURA

A un certo punto della nostra storia evolutiva abbiamo cominciato a immaginarci come qualcosa di diverso dal resto del mondo in cui viviamo, separati dal sistema che ci contiene.

Lì forse sono cominciati tanti dei nostri guai, ora è tempo di ricucire questo strappo, di risolvere questo fraintendimento, ma fatichiamo terribilmente a riuscirci.

Cosa ce lo impedisce? Come siamo finiti in questa situazione che pone pericoli esistenziali per noi e tutta la biosfera e, soprattutto, come ne usciamo?

Tre giornate di riflessione profonda sul ruolo e le prospettive della nostra specie, homo sapiens, nel contesto del sistema naturale del pianeta Terra. Con questo festival vogliamo dare spazio ai pensieri difficili e a quelli meravigliosi in un momento storico in cui è ormai chiaro a tutti che il futuro della vita come la conosciamo non è più così scontato.
Vogliamo diffondere una cultura che ci aiuti a riprendere il nostro posto nel sistema meraviglioso di cui facciamo parte arrivando, finalmente, con un ultimo passaggio evolutivo, a goderne a pieno senza più danneggiarlo.

AFFRONTARE LE RESPONSABILITÀ e CAPIRE IL PRESENTE

Nella prima giornata chiameremo a raccolta i decisori politici, i tecnici, gli specialisti che oggi hanno il difficile ruolo di comprendere la crisi degli ecosistemi prodotta dalle azioni umane ed elaborare risposte su grande e piccola scala. Cercheremo di stimolare una discussione che vada oltre le narrazioni ideologiche, il business as usual, la tempesta di polarizzazioni e fazioni contrapposte e si focalizzi sul senso, sulla intensità e sull’urgenza delle azioni da intraprendere per proteggere le condizioni che rendono possibile un futuro prospero in un pianeta che sarà molto diverso da quello che abbiamo abitato fino ad oggi. Come lo studio sul Planetary Boundaries ci indica chiaramente, il riscaldamento globale è solo uno dei sintomi e degli aspetti di cambiamento che minacciano il futuro della biosfera ed è assolutamente indispensabile e prioritario osservare il quadro completo per arrivare a trovare percorsi e soluzioni davvero efficaci e risolutive.

IMMAGINARE IL FUTURO

È la biodiversità a fornire servizi essenziali come la disponibilità di ossigeno per respirare e di acqua da bere, a proteggerci dalle malattie e anche a regalarci bellezza, profumi, cibi deliziosi per le nostre tavole e mille altre cose meravigliose, ma la nostra consapevolezza in merito è davvero molto bassa. Per capire meglio come tutto questo sia in pericolo e come potremmo invece operare per proteggere e far prosperare questo tesoro abbiamo invitato una serie di ospiti speciali che ci aiuteranno a esplorare problemi e soluzioni, a immaginare i piccoli e grandi cambiamenti di cui abbiamo bisogno, a imparare da i sistemi non-umani a gestire meglio risorse e relazioni: un percorso che si rivelerà pieno di sorprese. E per ri-connetterci al nostro ruolo di semplici partecipanti del “sistema natura” non mancheranno laboratori e momenti esperienziali per adulti e bambini attraverso i quali toccare con mano e confrontarsi con i vantaggi dell’impermanenza e della ciclicità, con le meraviglie della diversità e le stranezze dei processi evolutivi.
Preparatevi ad essere toccati e sorpresi e a diventare parte di una nuova rivoluzione culturale che potrebbe aiutarci a vedere il futuro sotto una luce completamente nuova.

In attesa del festival vero e proprio, sono previsti una serie di incontri che si terranno in vari punti dei territori gestiti dall’Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità – Emilia Orientale.
Piccoli assaggi delle tematiche che verranno trattate durante l’edizione 2022 di Ciao PAN e un modo per cominciare a scoprire la ricchezza e la complessità dell’ambiente locale, con una visione che si estende sempre fino alla dimensione globale.

Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità – Emilia Orientale

Con la Legge n. 24 del 23/12/2011 “Riorganizzazione del sistema regionale delle aree protette e dei Siti della Rete Natura 2000 e istituzione del Parco regionale dello Stirone e del Piacenziano”, la Regione Emilia-Romagna ha avviato una gestione delle proprie aree protette basata su cinque macroaree con esigenze di tutela e caratteristiche omogenee: Emilia Occidentale, Emilia Centrale, Emilia Orientale, Delta del Po, Romagna.

Uno degli obiettivi prioritari della riorganizzazione è la gestione unitaria di tutte le strategie di tutela ambientale e di conservazione della Biodiversità fino ad oggi intraprese dai diversi enti. Il sistema di area vasta consentirà, inoltre, di fare emergere le eccellenze e renderle patrimonio comune attraverso lo scambio di esperienze.
Per ogni macroarea è stato istituito un Ente di gestione per i Parchi e la biodiversità, a cui partecipano i Comuni il cui territorio è incluso, anche solo parzialmente, nel perimetro di un Parco, i comuni che aderiscono volontariamente attraverso il conferimento di risorse, le Province interessate.

Nella macroarea Emilia Orientale rientrano i Parchi dell’Abbazia di Monteveglio, del Corno alle Scale, dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell’Abbadessa, dei Laghi di Suviana e Brasimone, il Parco Storico di Montesole,il GIAPP (Gestione Integrata delle Aree Protette di Pianura) e la Riserva del Contrafforte Pliocenico. É previsto l’ingresso nell’Ente anche dei 23 Siti di Rete Natura 2000 inglobando in questo modo, tutto il sistema delle aree protette della macroarea.

Gli organi di governo dell’Ente di gestione sono le Comunità del Parco, dove sono rappresentati i comuni il cui territorio è interessato dall’area protetta e quelli che partecipano attraverso il conferimento di risorse; il Comitato Esecutivo, dove siedono i rappresentanti individuati dalle Comunità del Parco, oltre ai Presidenti delle Province o loro assessori delegati. Il Presidente viene scelto tra i membri del Comitato Esecutivo. Organi propositivi e consultivi dell’ente sono le Consulte del Parco e il Comitato per la promozione della macroarea.

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Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità – Emilia Orientale:

Segreteria
Silvia Zucchini
protocollo@enteparchi.bo.it

Curatore
Cristiano Bottone
curatore@ciaopan.org

Responsabile scientifico
Davide Bianco
david.bianco@enteparchi.bo.it